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Un albero può salvare molte più vite umane di quanto si creda

La migliore cura è la prevenzione: questo ormai lo abbiamo imparato a memoria. Anche se poi, nella pratica, spesso non ne teniamo conto e ci comportiamo in modo diverso da quanto dovremmo. Sempre per quel che riguarda prevenzione e salute, altrettanto spesso facciamo riferimento a corretti stili di vita e alimentazione, ma anche screening e corretta informazione. Quasi mai, però, ci viene in mente che anche il mondo che ci circonda può essere un fattore di prevenzione – o anche di rischio, nel caso. E, forse, nessuno di noi ha mai pensato che un albero da solo possa salvare molte vite umane .

Se a tutto questo non ci avevamo mai pensato, ecco che lo hanno fatto i ricercatori della U.S. Forest Service’s Northern Research Station, guidati da Dave Nowak, che hanno condotto uno studio in cui si suggerisce come gli alberi aiutino a salvare migliaia di vite umane ogni anno, riducendo i problemi respiratori che, sempre più, affliggono un crescente numero di persone.L’inquinamento ambientale e dell’aria è infatti responsabile di centinaia di migliaia di decessi ogni anno in tutto il mondo. Non si parla soltanto di problemi respiratori, ma che di problemi cardiovascolari e cancro.

Gli alberi si ritiene assorbano l’inquinamento per una percentuale che migliora la qualità dell’aria in una misura inferiore all’1%. Questa percentuale può apparire bassa, tuttavia l’impatto di questo miglioramento è notevole. Un solo, semplice 1%, secondo lo studio, aiuta a risparmiare 7 miliardi di dollari soltanto negli Stati Uniti, e risparmia allo stesso tempo oltre 850 vite umane. Questo 1%, in più, impedisce l’incidenza di 670mila sintomi respiratori acuti.Lo studio, pubblicato su Environmental Pollution, ha poi evidenziato come l’effetto antinquinamento degli alberi sia sostanzialmente più elevato nelle aree rurali rispetto alle aree urbane. Tuttavia, gli effetti sulla salute umana sono di fatto maggiori nelle aree urbane rispetto alle aree rurali.

Nowak e colleghi hanno preso in esame quattro inquinanti per i quali l’EPA statunitense ha stabilito gli standard di qualità dell’aria: biossido di azoto, ozono, anidride solforosa e particolato inferiore a 2,5 micron (PM2.5) di diametro aerodinamico. Poi hanno valutato gli effetti sulla salute di questi inquinanti connessi all’inquinamento atmosferico. I ricercatori hanno valutato l’impatto sulla salute polmonare, quella cardiaca e vascolare e sui sistemi neurologici.

I dati attualmente in possesso mostrano che nel 2005, solo negli Stati Uniti, circa 130.000 decessi legati al particolato PM2.5 e 4.700 decessi correlati all’ozono sono attribuibili all’inquinamento atmosferico.Secondo Dave Nowak, in termini di impatto sulla salute umana, gli alberi nelle aree urbane erano nettamente più importanti rispetto agli alberi nelle zone rurali. Questo, a causa della loro vicinanza alle persone e, in generale, per la maggiore copertura arborea, la maggiore rimozione dell’inquinamento e una maggiore densità di popolazione. Tutto questo si traduce in un maggiore valore di benefici per la salute umana.Insomma, se possiamo permetterci ancora di respirare è perché, per fortuna, non siamo ancora riusciti ad abbattere tutti gli alberi.